Il Territorio

Vasciano è una frazione del comune di Stroncone (TR). Il paese ha mantenuto la sua fisionomia medievale ed è collocato nella valle del torrente Aja, ad un'altezza di 440 m s.l.m.; secondo i dati Istat del 2001, è popolato da 44 abitanti.
Nel suo territorio si alternano dirupi e colline coltivate ad olivi e vigneti; i boschi vicini, ricchi di faggi, carpini, elci e querce, arrivano ad oltre mille metri d'altezza.
Vasciano, nella sua storia, fu dominata dalla casata dei principi Savelli per poi essere assoggettata prima al dominio di Narni e, infine, a quello di Stroncone, di cui oggi è frazione. Vasciano viene nominato in una bolla di Onorio III del 1225, quando il paese fu preso sotto la protezione di S. Pietro in Roma, per alleviarne i dazi che vi gravavano in seguito al dominio di Narni. Nel 1227, in una bolla di Gregorio IX, venne riconosciuto a Narni il diritto di riscuotere un cero di 2 libbre per la ricorrenza di S. Giovenale. Vasciano fu anche un paese fertile per i cultori dell'arte. Infatti, nel 1523, furono commissionati a Rinaldo da Calvi (seguace di Giovanni di Pietro) dei lavori per la chiesa di San Biagio: tali lavori riguardavano soprattutto pitture e sculture in terracotta, ma non furono mai svolti per via di un altro ben più importante impegno, commissionato all'artista nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie a Calvi dell'Umbria. Inoltre, Vasciano diede i natali, nel 1570, al musicista Asprilio Pacelli, che ebbe poi fortuna alla corte polacca; oggi una lapide posta nella piazza principale del paese ne ricorda la figura a tutti i cittadini.
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« Qui a ridosso de l’irto Vantatoglio

Ove allignano i carpini e gli ornelli
E, tra i massi, fiorisce il caprifoglio
Ben ferrati un dì ascesero i Savelli.

Surse Vasciano su ‘l cinereo scoglio
Munito di besteche e manganelli
Come una guardia a dominar l’orgoglio

Ostil de’ prepotenti e de’ ribelli.

Ne la parrocchia tutta istoriata
La Madonnina congiungea le mani
Ne ‘l sorriso de l’arte innamorata;

mentre dai rami argentei de gli olivi
vibravan melodie di suoni arcani
e tu, Pacelli, novi cieli aprivi. »